Il coefficiente d'artista e le quotazioni pubblicate nelle banche dati d'asta vengono spesso presentati come misure del valore di un'opera. Sono indicatori di natura diversa, utili per orientarsi, ma nessuno dei due esprime il valore di un'opera determinata.
Il coefficiente d'artista
Il coefficiente è uno strumento diffuso soprattutto nel mercato primario di fascia medio-bassa, dove serve a stabilire il prezzo delle opere di artisti viventi o emergenti in funzione del loro formato. È un prezzo di listino fissato in modo unilaterale da chi vende, non un valore formatosi nel libero incontro tra domanda e offerta fra parti indipendenti.
Per gli artisti storicizzati, e per le gallerie qualificate di qualunque dimensione, questo automatismo non trova di fatto applicazione: le dimensioni sono uno degli elementi considerati, non il criterio da cui si ricava il prezzo, che riflette soprattutto la carriera dell'artista, la scarsità dell'offerta e lo storico delle aggiudicazioni. Anche il listino di una galleria qualificata resta però un prezzo di vendita fissato da chi vende: per un'opera nuova può essere il riferimento per il valore di sostituzione, utile ai fini assicurativi, ma non coincide con il valore di mercato.
Quotazioni e banche dati d'asta
I risultati d'asta sono i soli prezzi di vendita pubblici, e per questo le banche dati che li registrano sono uno strumento indispensabile. Le medie e le quotazioni che ne derivano presentano però limiti metodologici noti:
- non tutte le fonti dichiarano se il prezzo comprende i diritti della casa d'aste a carico dell'acquirente (buyer's premium);
- alcune registrano soltanto il prezzo di aggiudicazione (hammer price), e rendono così disomogeneo il confronto fra le transazioni;
- gli invenduti (bought-in) sono spesso omessi, e la media non mostra quanto la domanda per un autore sia ampia o limitata;
- gli errori di attribuzione presenti nelle vendite passate raramente vengono corretti nelle serie storiche.
Una media, inoltre, non dice nulla del contesto di ciascuna vendita: se è avvenuta in un mercato nazionale o internazionale, se nella stessa asta erano presenti altre opere dello stesso artista, se si trattava della vendita di un'unica collezione.
I fattori che determinano il valore
Il confronto per formato ignora i fattori qualitativi che fanno il valore di un'opera:
- la qualità esecutiva e l'appartenenza a un periodo particolarmente significativo della produzione dell'artista;
- lo stato di conservazione: danni, restauri invasivi, degrado del supporto;
- la provenienza e la storia espositiva: la tracciabilità dei passaggi di proprietà, la presenza in collezioni importanti, la partecipazione a mostre storiche, la bibliografia;
- la documentazione d'archivio: l'archiviazione presso l'archivio o la fondazione di riferimento e l'inclusione nel catalogo ragionato.
Come entrano i dati di mercato in una perizia
Nelle mie perizie i risultati d'asta sono il punto di partenza per individuare i comparabili, cioè vendite di opere affini per periodo, tecnica, dimensioni, qualità, stato di conservazione e provenienza, dello stesso artista o, in mancanza, di artisti di analoga reputazione. Ogni dato viene verificato su più banche dati e, dove possibile, sul catalogo della casa d'aste; i prezzi vengono riportati alla stessa base e le aste di beneficenza escluse. I comparabili scelti sono dichiarati nella perizia, insieme alle differenze rispetto all'opera valutata.