Il funzionamento e la funzione delle stime automatiche

Diversi software e modelli di intelligenza artificiale consentono di ottenere in pochi secondi una stima economica partendo da una fotografia e da brevi dati descrittivi. Questi sistemi attingono agli archivi delle aste internazionali, incrociando autore, tecnica, dimensioni e anno di esecuzione per individuare un valore probabile. Si tratta di strumenti legittimi ed efficaci per analisi di mercato veloci: permettono di capire quante opere di un artista vengono scambiate, i volumi di vendita e il trend generale dei prezzi.

I limiti strutturali dell'analisi algoritmica

L'ostacolo principale di questi strumenti risiede nell'impossibilità di cogliere le peculiarità dell'opera fisica. Un algoritmo elabora esclusivamente dati di repertorio e informazioni fornite dall'utente senza poterne verificare la veridicità. Nello specifico, il software non è in grado di:

  • Verificare lo stato di conservazione reale o la presenza di restauri invasivi sotto la superficie.
  • Esaminare dal vivo firma, materiali e tecnica, verificare l'effettivo inserimento in un archivio o in un catalogo ragionato, o ricostruire la provenienza.
  • Distinguere la resa qualitativa tra un esemplare riuscito e uno mediocre all'interno della medesima serie, differenza che incide in modo determinante sul valore.
  • Definire la destinazione d'uso della stima (valore equo di mercato, di sostituzione o di realizzo).
  • Selezionare i dati di partenza: i risultati d'asta sono spesso incompleti o non uniformi (stato di conservazione assente, prezzi con o senza diritti, aste di beneficenza), e il perito li confronta su più fonti.

L'analisi automatica dà risultati accettabili su beni seriali e omogenei, per i quali esistono molti dati confrontabili, e mostra tutti i suoi limiti di fronte all'unicità dell'opera d'arte.

La differenza sostanziale con la perizia

A differenza di un report generato da un software, la perizia è l'esito dell'esame diretto dell'opera e di una ricerca documentaria e di mercato condotte da un professionista. Il perito seleziona i parametri di confronto motivando le proprie scelte, applica una metodologia rigorosa e dichiara la finalità del documento. Soprattutto, il perito risponde del proprio lavoro: firma il documento, ne dichiara limiti e assunzioni e può essere chiamato a motivare le proprie conclusioni davanti a chi lo utilizza; un algoritmo non risponde a nessuno e non può essere chiamato a giustificare la propria stima.

Per queste ragioni, una stima automatizzata non può sostituire una perizia quando il valore deve reggere davanti a terzi: in una divisione ereditaria, per una copertura assicurativa, per un finanziamento con opere d'arte a garanzia o in un contenzioso.

Un utilizzo corretto delle piattaforme digitali

L'impiego ideale di questi strumenti è di natura informativa e preparatoria: il collezionista può consultare le piattaforme prima di conferire un incarico e sottoporre i dati raccolti al perito, il quale valuterà se e come integrarli nella propria analisi comparativa.