Gli interlocutori per l'autenticità
Per l'arte moderna e contemporanea la verifica attributiva si rivolge all'artista, se vivente, all'archivio o alla fondazione dell'artista, se esistono, e agli studiosi qualificati che hanno pubblicato il catalogo ragionato; non tutti gli artisti hanno un archivio. Si tratta di soggetti privati, costituiti in molti casi dall'artista stesso in vita o, dopo la sua morte, dagli eredi, con il compito di tutelarne la memoria e l'opera; il catalogo dell'artista può essere curato dall'archivio o da studiosi indipendenti. Per gli artisti antichi, il punto di riferimento è rappresentato dagli storici dell'arte che hanno pubblicato studi specialistici.
Archiviazione e parere di autenticità
L'"archiviazione" è la registrazione dell'opera nell'archivio dell'artista, di norma comunicata con una lettera o una scheda; il certificato di autenticità e l'inserimento nel catalogo ragionato sono atti distinti, che non sempre l'accompagnano. Per il mercato, questi documenti costituiscono il parere di autenticità. Poiché diversi archivi, soprattutto americani, non si esprimono più sull'autenticità in seguito alle azioni legali subite, in questi casi il peso si sposta su una ricerca indipendente che ricostruisca la provenienza documentata, la bibliografia e la storia espositiva dell'opera, da verificare a loro volta.
Il catalogo ragionato
Il catalogo ragionato è la pubblicazione scientifica (cartacea o digitale) che censisce le opere riconosciute di un artista con schede tecniche, provenienza, bibliografia e storia espositiva. Il catalogo ragionato rappresenta un'opinione sull'attribuzione di un corpus di opere a un artista e, idealmente, dovrebbe fungere da strumento di studio e tutela dell'opera stessa. Tuttavia, l'inclusione di un'opera in un catalogo ragionato assume una rilevanza per il mercato, poiché ne fa presumere l'autenticità e può quindi influenzarne il valore commerciale. È bene ricordare che i cataloghi ragionati non sono esenti da errori e pertanto non bisogna fare acriticamente affidamento su di essi. La maggior parte dei cataloghi ragionati è infatti soggetta nel tempo ad aggiornamenti, correzioni e nuove acquisizioni.
Bisogna anche operare un distinguo tra i cataloghi ragionati riconosciuti dalla comunità scientifica e quelli la cui autorevolezza è stata messa in discussione. Esistono inoltre casi in cui un artista è oggetto di più cataloghi ragionati, che talvolta presentano significative divergenze di opinione tra gli esperti: vanno consultati tutti, a partire dal più recente; l'autorevolezza di un catalogo dipende anche dall'indipendenza del suo autore dal mercato dell'artista.
Natura dei documenti e valore di mercato
Archiviazioni, pareri e schede di catalogo sono opinioni di esperti, non sempre accompagnate dalle prove su cui si fondano, e non certificazioni legali o immutabili. Il peso del parere di un archivio dipende dalle qualifiche di chi lo formula, dalle prove che lo sostengono e dal consenso degli studiosi dell'artista; come ogni opinione, può essere rivisto nel tempo in seguito a nuove scoperte. Un diniego o il silenzio di un archivio non chiude la questione: una ricerca indipendente che documenti provenienza, confronti e analisi vale nel tempo più di un parere non motivato.
Il ruolo di periti e advisor
I pareri degli archivi incidono in misura rilevante sulla commerciabilità e sul valore di un'opera. Il perito non si sostituisce all'archivio: verifica l'esistenza e l'affidabilità dei pareri e delle archiviazioni, ne dà conto nella perizia e, su questa base, recepisce o rifiuta una presunzione di autenticità, dichiarando le condizioni limitanti e le assunzioni della propria valutazione. L'art advisor, da parte sua, cura e coordina l'iter della richiesta di archiviazione per conto del cliente.