"Quanto vale?" è solitamente la prima domanda di chi possiede, eredita o desidera vendere un quadro, ed è anche una domanda a cui non si può rispondere in modo sbrigativo. A differenza delle dimensioni fisiche, il valore non è insito nell'opera stessa: dipende dal suo autore, dalle sue caratteristiche proprie, dallo stato di conservazione, dalla provenienza e dal mercato di riferimento. Soprattutto, varia sensibilmente in base alla finalità per cui la valutazione viene richiesta.
I cinque fattori determinanti
- L'autore e la solidità dell'attribuzione: le definizioni "opera di", "attribuita a", "della cerchia di" o "alla maniera di" identificano realtà di mercato profondamente diverse, seppur visivamente simili. Per l'arte moderna e contemporanea risultano determinanti i pareri degli specialisti qualificati (studiosi, archivi o fondazioni che operano con rigore e metodo documentale) e l'inclusione nel catalogo ragionato dell'artista.
- L'opera in sé: contano il periodo di esecuzione, la tecnica, le dimensioni, il soggetto e, in particolar modo, la qualità dell'esemplare rispetto all'intera produzione dell'autore. Due tele del medesimo anno e formato possono registrare valori assai distanti in virtù della loro diversa riuscita estetica ed esecutiva; un divario qualitativo che spesso costituisce la componente principale nella determinazione del prezzo.
- Lo stato di conservazione: si valutano restauri, ridipinture, foderature, danni pregressi e la loro visibilità. È fondamentale sottolineare che un restauro, per quanto eseguito a regola d'arte, non restituisce l'opera al suo stato originario, ma ne mitiga la perdita di valore.
- La provenienza e la documentazione: la storia dell'opera (dalla creazione ai passaggi di proprietà, con il curriculum espositivo, la bibliografia e i documenti a supporto) gioca un ruolo cruciale. Una provenienza documentata e verificabile accresce significativamente il valore dell'opera, mentre una lacuna non giustificata rappresenta un "campanello d'allarme" che può comprometterne la commerciabilità.
- Il mercato di riferimento alla data di valutazione effettiva: si analizza quante opere comparabili siano transitate recentemente sul mercato, a quali cifre e in quali contesti. Il valore fa sempre riferimento a una data precisa.
Un valore per ogni scopo
Un'opera d'arte può avere più valori corretti allo stesso tempo, a seconda della finalità della perizia. I due più usati sono il valore equo di mercato (fair market value) e il valore di sostituzione (replacement value). Il valore equo di mercato è il prezzo a cui l'opera passerebbe di mano tra un venditore e un acquirente ragionevolmente informati, liberi da costrizioni e senza fretta di concludere: è il valore di mercato usato per le successioni e le divisioni. Il valore di sostituzione, utilizzato invece per le polizze assicurative, è il costo necessario per reperire un'opera equivalente per autore, epoca, qualità, aspetto, provenienza e stato di conservazione, in tempi ragionevoli e nel mercato appropriato: è di norma il valore più alto. Una perizia professionale dichiara sempre per quale scopo viene redatta e quale valore adotta: un valore calcolato per una finalità non è applicabile ad altre.
Per questo motivo, per dare una risposta seria alla domanda "quanto vale?", è indispensabile partire da due quesiti preliminari: a cosa serve la valutazione e quale documentazione è già disponibile sull'opera. Da queste risposte il professionista stabilisce se sia sufficiente un primo orientamento di massima o se occorra procedere con una perizia formale completa, comprensiva di esame diretto dell'opera, analisi dei comparabili motivata e firma.