Una perizia formale richiede tempo e risorse, e genera un documento firmato che comporta una precisa responsabilità professionale e legale. Ha valore effettivo soltanto quando risponde a una concreta necessità documentale o giuridica; in caso contrario, rappresenta un costo superfluo. Aiutare il cliente a distinguere tra queste due situazioni è il primissimo servizio che un perito deontologicamente corretto deve offrire.

Le sei circostanze in cui la perizia è indispensabile

  1. Coperture assicurative e rinnovi di polizza: le compagnie richiedono il valore di sostituzione riferito a una data precisa, corredato da schede identificative e documentazione fotografica. In sede di sinistro, un valore dichiarato privo di una perizia a supporto può diventare oggetto di contestazione.
  2. Successioni e divisioni ereditarie: gli eredi necessitano di una valutazione univoca ed equa per tutti, mentre il notaio richiede un documento tecnico su cui basare il calcolo e la ripartizione delle quote. Il perito redige l'inventario e valuta i singoli beni, lasciando gli aspetti fiscali e notarili alle competenze di notai e commercialisti.
  3. Vendita di opere di rilevante valore: le valutazioni delle case d'aste e le offerte dei mercanti costituiscono spesso posizioni negoziali orientate alla trattativa. Una perizia indipendente fornisce al proprietario la reale consapevolezza del prezzo di mercato attendibile, permettendogli di trattare da una posizione di forza.
  4. Gestione patrimoniale (family office, fiduciarie, trust, banche): quando l'opera fa parte di un patrimonio amministrato da terzi o viene posta a garanzia per finanziamenti (art lending), le istituzioni richiedono valutazioni aggiornate periodicamente e redatte secondo specifici requisiti e standard internazionali.
  5. Controversie e contenziosi legali: in caso di divergenze tra coeredi, ex coniugi, o di contenziosi con venditori o compagnie assicuratrici, in sede giudiziale o stragiudiziale occorre un perito capace di redigere una relazione tecnica idonea al Tribunale e di sostenere con rigore il contraddittorio.
  6. Danneggiamento dell'opera (valutazione del danno): la determinazione del valore ante-sinistro, la quantificazione dei costi di restauro e dell'eventuale deprezzamento residuo costituiscono un'analisi altamente specialistica, da effettuare prima di qualunque intervento conservativo.

Quando la perizia non è necessaria (o servono altri specialisti)

  • Per semplice curiosità o valutazioni informali: per opere di valore contenuto che non si intende assicurare o vendere, oppure per valutare preliminarmente l'opportunità di proporre un'opera in asta, non occorre una perizia formale. In questi casi sono sufficienti un orientamento di massima, il confronto con i risultati pubblici di vendita o le valutazioni gratuite delle case d'aste.
  • Per il rilascio di autentiche o attribuzioni: il perito d'arte non rilascia certificati di autenticità. Il giudizio sull'autenticità spetta a chi ha le qualifiche per formularlo (gli studiosi specialisti dell'artista, l'archivio o la fondazione quando operano con metodo e prove, e per gli artisti viventi l'artista stesso); dove esistono più voci qualificate conta il consenso motivato, non un'autorità unica. Il ruolo del perito consiste nel recepire o rifiutare la presunzione di autenticità, motivarla all'interno della perizia e risponderne, indicando al cliente a chi rivolgersi qualora la documentazione sia incompleta.
  • Per adempimenti fiscali, notarili o assicurativi in senso stretto: il perito si occupa della valutazione tecnico-artistica; la gestione degli aspetti fiscali, la redazione degli atti notarili e la formalizzazione delle polizze competono rispettivamente a commercialisti, notai e broker assicurativi.