Un inventario è efficace soltanto se la descrizione del bene consente di identificarlo senza ambiguità. Diciture generiche come "olio su tela, paesaggio" non offrono alcuna tutela in caso di furto, danneggiamento o contestazione. L'Object ID nasce per superare questo limite, fornendo un insieme minimo di dati descrittivi adottati a livello internazionale, senza richiedere competenze da storico dell'arte.
Le nove categorie fondamentali
- Tipo di oggetto: categoria del bene (es. dipinto, scultura, orologio).
- Materiali e tecnica: supporto, tecnica esecutiva e modifiche o riparazioni successive.
- Misure: dimensioni precise con indicazione dell'unità di misura (per i dipinti, altezza e larghezza al netto della cornice).
- Iscrizioni e marchi: trascrizione letterale di firme, date, dediche, timbri, numeri ed etichette, rispettando grafia ed eventuali errori.
- Tratti distintivi: crettature, mancanze, restauri o particolarità sul retro. Vanno documentati in modo oggettivo (evitando termini vaghi come "buono" o "discreto") con testo, fotografie ed eventuali schizzi.
- Titolo: denominazione dell'opera.
- Soggetto: descrizione dell'immagine, sia in termini specialistici sia puramente descrittivi.
- Data o periodo: datazione esatta o arco temporale di riferimento.
- Autore e grado attributivo: paternità dell'opera con esplicitazione del livello di certezza (attribuito a, bottega di, cerchia di, seguace di).
Integrazioni, titolarità e documentazione fotografica
Alla scheda descrittiva si affiancano una sintetica nota narrativa, un codice identificativo unico e non invasivo, l'indicazione della titolarità (persona fisica, coniuge, società o trust), l'ubicazione esatta, oltre alla data di compilazione e al nome dell'operatore.
La fotografia è parte integrante dello standard: richiede riprese frontali (con e senza cornice), scatti del retro, dettagli dei tratti distintivi o dei danni preesistenti, illuminazione omogenea e indicatori di scala e colore nella medesima inquadratura.
Note di utilizzo e riservatezza
- Inquadramento dello strumento: l'Object ID costituisce uno standard minimo d'identificazione; non sostituisce una catalogazione scientifica avanzata né un condition report analitico.
- Riservatezza dei dettagli: le peculiarità del retro e i segni distintivi riservati non vanno diffusi pubblicamente, poiché costituiscono l'elemento chiave per smascherare finti ritrovamenti o tentativi di truffa.